Sui lavori di ampliamento del Pronto Soccorso di Carpi sono intervenute Annalisa Arletti, consigliere regionale e capogruppo FDI in Consiglio comunale a Carpi, e Federica Carletti, consigliere comunale e presidente cittadino di FDI a Carpi: “Sono oramai quattro anni che continua la saga dei lavori di ampliamento del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Carpi, il secondo per accessi della Provincia dopo il Policlinico di Modena – ha cominciato Arletti – L’inizio dei lavori infatti era previsto per la primavera del 2021 ed è poi slittato all’estate del 2023. Il cantiere è effettivamente partito nell’agosto di due anni fa, ma ora ci chiediamo quando sarà ultimato. Da contratto d’appalto, infatti, il termine di consegna era previsto per settembre 2024, prorogato poi al 31 ottobre dello stesso anno”.
“I lavori però non sono ancora terminati e ci chiediamo quando si potrà finalmente accedere in maniera dignitosa ad un servizio talmente importante per i cittadini – ha proseguito il consigliere regionale – Gli ambienti erano e sono ancora adesso inadeguati ad ospitare persone in attese di una visita medica urgente. Per questo abbiamo deciso come Fratelli d’Italia di portare il caso in Regione con un’interrogazione per comprendere meglio alcuni aspetti di questa riqualificazione”.
“Ben vengano i lavori di ampliamento, ma bisogna fare chiarezza su alcuni punti fondamentali – ha dichiarato Carletti – Innanzitutto precisiamo che alla consegna dei lavori dovrà seguire una fase di collaudo e di ottenimento delle necessarie autorizzazioni, quindi chiediamo alla Giunta regionale se questo può causare ulteriori ritardi ed eventualmente di che entità. Inoltre, oltre a nuovi ambulatori, sono previste nell’ampliamento anche nuove strumentazioni diagnostiche, pertanto vorremmo sapere se sono previste risorse aggiuntive per il personale al fine di non lasciare inutilizzati i nuovi spazi e macchinari”.
“Venendo poi al tema prettamente economico – continua il consigliere comunale – siamo a conoscenza del piano di finanziamento di oltre 4 milioni e 600mila euro, di cui poco più di 3 milioni derivanti da finanziamenti statali per la riorganizzazione delle reti ospedaliere per l’emergenza Covid, 750mila euro provenienti da donazioni, 350mila euro di finanziamento regionale e 400mila di fondi aziendali. Le domande sono due: questa suddivisione, confermata anche dall’AUSL di Modena, è confermata? E infine, ci sono state variazioni economiche rispetto al piano di finanziamento iniziale? In caso affermativo, quali sono le motivazioni e l’impatto economico?”, ha concluso Carletti.