La sanità è uno dei temi più critici della nostra Provincia per i tempi d’attesa vergognosi per esami diagnostici e visite specialistiche a cui si aggiunge il pessimo lavoro fatto dalla Giunta regionale nel Bilancio di previsione per il quale, nelle giornate del 26-27 marzo, il centrodestra ha votato all’unanimità contro. “Questo perché troviamo il Bilancio approvato iniquo e ingiusto – ha spiegato il consigliere regionale e vice capogruppo di Fratelli d’Italia Ferdinando Pulitanò – ma soprattutto perché nutriamo una preoccupazione particolare soprattutto nei confronti del Bilancio sanitario. Le perplessità attengono sia il metodo, sia il merito”.
“Secondo la Corte dei Conti, negli ultimi anni il bilancio sanitario occupava l’86% dell’intero bilancio regionale. La manovra approvata, in modo molto poco democratico, addossando le proprie inefficienze e mancanze al Governo, per introitare risorse necessarie a coprire una mala gestione e quindi buchi pregressi, ha introdotto gli aumenti di tutte le leve fiscali, compresi, per quanto attiene la sanità, i ticket farmaceutici e sanitari”, ha proseguito Pulitanò.
“Purtroppo, queste entrate non miglioreranno i servizi sanitari, come alcuni sperano, ma serviranno solo a ripianare un buco di bilancio di 200 milioni, di cui nessuno nella maggioranza si assume la responsabilità – ha continuato il consigliere regionale – Noi ribadiamo che non siamo per tagliare i servizi, ma piuttosto per razionalizzare le spese e limitare gli sprechi. Penso ai 7 milioni di euro di ticket sanitari non riscossi, risorse che avrebbero potuto alleviare il peso della crisi. Per questo, sollecitiamo la Giunta affinché fornisca report puntuali sullo stato dei servizi sanitari”.
Prima di tutto le aziende sanitarie regionali hanno registrato un deficit di bilancio nel 2023 rispetto al 2022. I loro bilanci sono sfasati temporalmente rispetto a quello regionale – ha spiegato Pulitanò – La Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna ha infatti evidenziato ritardi nell’approvazione e ha sollecitato la Regione a fornire tempestivamente le indicazioni tecniche necessarie. Questa situazione, a nostro avviso, compromette la trasparenza sulla gestione delle spese delle Ausl”.
“In secondo luogo, i Centri di Assistenza Urgenza (CAU), che sono stati confermati, sin dall’inizio, sono stati considerati inefficaci per ridurre il sovraffollamento nei Pronto Soccorso e per la gestione dei casi a bassa complessità – ha aggiunto il vice capogruppo di Fratelli d’Italia – Inoltre, hanno generato conflitti tra diverse categorie di medici per le differenze retributive. Ad oggi, persistono criticità come il mancato rispetto degli accordi sindacali e la mancanza di trasparenza sui costi. Da tempo ci battiamo perché nel territorio modenese vengano aboliti, non avendo avuto il successo sperato”.
“Infine, riguardo all’aumento dei ticket sanitari, non vi è stata condivisione tra maggioranza e opposizione. L’unico riferimento è stato fatto dall’Assessore Baruffi in Commissione il 19 marzo, senza un reale confronto politico. La Giunta regionale ha deliberato l’introduzione dei ticket sanitari il 24 marzo 2025, motivandola con l’aumento della spesa farmaceutica e la necessità di garantire la sostenibilità del sistema sanitario, ma senza dettagli su modalità di applicazione, tipologie di farmaci coinvolti e fasce di reddito interessate”, ha aggiunto Pulitanò.
“Questo rischia di causare un paradosso per cui il ticket di un farmaco potrebbe essere pari a 2,20€, mentre il costo effettivo del farmaco è di 1,71€, come nel caso del Lasix – ha portato ad esempio Pulitanò – Inoltre, i farmaci oggi gratuiti diventeranno a pagamento dal 2 maggio 2025 e il rischio è che i cittadini siano disincentivati a richiedere farmaci economici con ricetta, aumentando il rischio di abbandono delle cure”.
“Non finisce qui, esistono anche criticità per medici e farmacisti – ha proseguito il consigliere regionale – Ci sarà un maggior carico burocratico per i Medici di Medicina Generale, costretti a chiarire le esenzioni e gestire richieste di ricette. I farmacisti dovranno riscuotere il ticket senza alcun riconoscimento economico, assumendo il ruolo di ‘esattori’ per conto della Regione, mentre la distribuzione diretta dei farmaci negli ospedali non prevede ticket, creando una disparità rispetto alle farmacie territoriali e generando concorrenza sleale”.
“Le scelte della Regione hanno già sollevano grandi criticità per l’impatto economico e sociale sia da parte del personale sanitario che ovviamente da tutta la coalizione di centrodestra. Il Gruppo di Fratelli d’Italia porterà il tema all’attenzione del Ministero della Sanità per verifiche. Fratelli d’Italia continuerà a vigilare e a fare pressione e chiedere interventi concreti per garantire che la sanità pubblica rimanga un diritto accessibile a tutti, attraverso una gestione più efficiente e trasparente. Per quello chiederemo report puntali sullo stato dei servizi”, ha concluso Pulitanò.