Episodi violenti da parte delle cosiddette “baby gang” sono ormai diventati un fenomeno nazionale da un paio di anni e la loro diffusione sta subendo un crescendo allarmante. I loro coetanei (15-20 anni) non si sentono sicuri di girare per strada, né da soli, né in compagnia. Spesse volte un solo sguardo di poco prolungato viene inteso, da parte dei teppisti, come una provocazione e diventano violenti, creando così disagi nelle città italiane. A Modena si aggirano per l’autostazione, polo Leonardo, la stazione dei treni e in aree centrali della città, zone quindi necessariamente affollate ma rese invivibili. Nel modenese sono stati identificati innumerevoli casi e altrettanti sono quelli non denunciati. Infatti ormai le persone sono rassegnate al fenomeno, in considerazione del fatto che, se minorenni il sistema giudiziario non ha strumenti particolarmente incisivi, se maggiorenni i meccanismi giudiziari comunque non garantiscono la certezza della pena. Nell’episodio più recente, il 21 gennaio scorso, un ragazzino di 14 anni è stato aggredito da quattro ragazzi, di 17 e 18 anni, davanti al liceo scientifico Wiligelmo. I quattro sembrano averlo strattonato e preso a calci senza nessun motivo apparente. Casi come questo solo a Modena e provincia si registrano e si sentono in quantità immane. Il dato più allarmante è che uno su tre è a carico di un minore. Spesso questi giovani delinquenti agiscono in tal modo per dimostrarsi più forti e degni di rispetto da parte dei loro coetanei.
Pestaggi, borseggi, atti vandalici e rapine sono ormai diventati uno sport, una forma di divertimento deviato, che certamente deriva da una errata educazione e da una emarginazione sociale, causata da una assenza di prospettive future. Tuttavia il loro comportamento non deve essere giustificato, ma piuttosto prevenuto e condannato. Sebbene ci siano forze politiche che negano il fenomeno o lo sminuiscono, il che non aiuta a risolvere la problematica, il malcontento e il disagio provocato da questi giovani prevaricatori è percepito da tutti i cittadini. La nostra sicurezza deve essere messa al primo piano, con maggiori controlli a difesa dei cittadini e solamente poi si pensi a dei programmi rieducativi per questi giovani.