L’attenzione di un’amministrazione verso un territorio si valuta sicuramente in termini di servizi erogati. Bassa Modenese: un’area con circa 85000 persone nella quale non c’è un Punto Nascita e dove la rete stradale è così inadeguata da indurre le aziende a delocalizzare. Le situazioni per essere comprese vanno sempre valutate nel loro insieme. Per esempio la rivendicazione della regione Emilia Romagna di aver richiesto una deroga a livello ministeriale per il Punto Nascita di Mirandola completa di progetto per il suo funzionamento e non aver ricevuto risposta. Omettendo che all’interno di tale richiesta la Commissione istituita dalla regione stessa “si esprime contro la richiesta di deroga dei Punto Nascite di Mirandola… “e che afferma “i tempi di trasferimento“ verso ospedali di maggiori dimensioni “non costituirebbero un disagio per le gestanti”. Le mamme che hanno partorito per strada o che hanno perso il figlio dalla chiusura del Punto Nascita non sarebbero d’accordo. Il progetto contiene dati che falsano la realtà, come tempi di percorrenza verso ospedali alternativi dichiaratamente rilevati in assenza di traffico (e ponti aperti), numero di parti in diminuzione causa stringenti criteri di accesso per le future mamme ed operatori presenti con ridotta competenza per i pochi parti complessi. Una vera presa in giro, visto che sono deliberatamente deviati su altre strutture. Quindi torniamo alla visione di insieme: in un’area di 85000 persone non si riesce da decenni a percorrere qualsiasi reale soluzione per un miglioramento dei servizi principali. Forse in Regione sono carenti di fantasia. Potremmo intervenire sulla viabilità oppure agire sulle distanze, pensando ad un Ospedale di Area a Mirandola ed uno interprovinciale per Carpi e Correggio con due province che compartecipano alla realizzazione di una singola struttura. Recentemente è avvenuta la nomina a presidente della commissione Sanità regionale di un Modenese: Giancarlo Muzzarelli, già presidente del CTSS della provincia di Modena. Un ruolo che non permette di non conoscere le criticità della Bassa. Vorremmo che un Modenese lavorasse per tutta la provincia, ma confidiamo ben di più nei “nostri” Modenesi, Ferdinando e Annalisa, che, al contrario di Muzzarelli, stanno già dimostrando di essere dalla nostra parte in consiglio regionale.